Il nome della rosa di Umberto Eco (1980): Si alzò Ubertino e, non appena iniziò a parlare, capii perché mai avesse suscitato tanto entusiasmo e come predicatore e come uomo di corte. Appassionato nel gesto, suadente nella voce, affascinante nel sorriso, chiaro e conseguente nel ragionamento, egli legò a sé gli ascoltatori per tutto il tempo che ebbe la parola. Egli iniziò una disquisizione molto dotta sulle ragioni che confortavano le tesi di Perugia.
La veglia di Luigi Pirandello (1904): – Mal'accompagnata. Con uno che… aspetti!… un certo Gamba, sissignore, che si spacciava per artista…. per pittore: era invece un miserabile applicatore mosaicista, della Fabbrica di… di Murano, credo: mandato per restaurare un mosaico di non so più qual chiesa di Perugia. Ciò… ciò… ciò… Un mascalzone, che s'ubriacava tutti i santi giorni, e… e la picchiava. Fu trovato morto, una notte, su la strada, con la testa spaccata.
Il piacere di Gabriele D'Annunzio (1889): ― Oh, in una maniera spaventevole! La moglie era l'amante d'un soldato di Perugia, che stava di guarnigione a Siena... Domandatene a Ludovico. Egli sa tutto; ma non ve n'ha mai parlato, per tema d'affliggervi. Bébé, ti avverto che il principe di Galles a tavola comincia a fumare tra il secondo e il terzo piatto; non prima. Tu anticipi alquanto. |